Il calice di vino

Il vino si serve rigorosamente nel calice, ovvero il bicchiere alto, quello con lo stelo e si maneggia dallo stelo, appunto, non dalla coppa.

La mano sulla coppa scalda il vino con un gesto orribile che lascia impronte sul vetro.

I calici più indicati per il servizio dei vini bianchi non sono molto ampi, hanno una forma affusolata e lo stelo lungo che facilita la presa mantenendo la mano distante dalla coppa, così da evitare di scaldare il contenuto.

Per degustare i vini rossi, invece, si utilizzano dimensioni più importanti poiché favoriscono una maggiore ossigenazione e ci permettono di percepire al meglio il bouquet aromatico.

Le dimensioni – ovvero la capacità – e le forme dei calici, possono variare a seconda della struttura e dell’invecchiamento dei vini.

Infine le bollicine, che andrebbero servite nella Flùte; un po’ scomoda!

Oggi si sta però diffondendo l’abitudine di usare un solo tipo di bicchiere per quasi tutte le tipologie di vino, spumanti compresi.

Si tratta di un calice dalla coppa medio/grande a “tulipano” che però non ha un nome vero e proprio.

Le pareti tendono a chiudersi verso l’alto (o perlomeno si avvicinano) così da favorire la percezione delle sostanze volatili.