Quando arriva nelle mani dei ragazzi e delle ragazze il primo smartphone? La risposta automatica è: il più tardi possibile.
I telefoni cellulari sono diventati strumenti di distrazione di massa non solo per gli adolescenti ma anche per gli adulti. Il sintomo più evidente di questo fenomeno è lo scorrimento ossessivo dei contenuti online con il pollice. Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti: è sempre più raro, ad esempio, guardarci negli occhi quando camminiamo per strada.
Da qui, la domanda più dibattuta tra mamme e papà: quando arriva il primo smartphone? La risposta secca di esperti e pedagogisti messi all’angolo è non prima dei 14 anni. Per attivare un profilo social, poi, bisognerebbe aspettare i 16 anni. Questo, però, è in teoria; nei fatti, molto dipende dalla testa del giovane (da come è fatto) e dal suo ecosistema sociale. Diventa complicato, ma non impossibile, vietare il cellulare quando tutti i suoi amici o compagni di classe lo usano.
Ad ogni modo, in letteratura scientifica si comincia a parlare di uso precoce dei social network e degli smartphone già a partire dalla quinta elementare. Ed è un problema.
Infatti, l’uso intensivo e precoce degli smartphone nei ragazzini non favorisce l’apprendimento. Questo non implica un rapporto causa-effetto, ma sicuramente è uno dei fattori che non aiuta a migliorare il rendimento scolastico.
Volendo, in ogni caso, limitare i danni, ci sono alcune indicazioni che i genitori possono seguire prima di acquistare il primo smartphone.
In primis, meglio schermi più piccoli. Un pannello da 6,1 pollici è un ottimo compromesso.
Da un po’ di anni, poi, è di moda fare sottoscrivere un vero e proprio contratto al figlio nel momento in cui gli viene consegnato il primo smartphone, in cui fissare tempi di uso e contenuti consentiti. Per chi non si fida, è opportuno munirsi di applicazioni di parental control per gestire sia il tempo che la qualità dei contenuti dei propri figli. Le applicazioni sono molte.
Una provocazione è quella di guardare anche dalla parte dei telefoni per anziani. Parliamo di dispositivi essenziali che servono per telefonare, mandare SMS e accedere a WhatsApp, che è sempre più uno strumento di lavoro, se pensiamo anche solo alle chat di classe. Sono telefoni anni Novanta che recentemente sono tornati di moda proprio come reazione agli effetti dello scrolling insensato. Niente videogiochi, social e video. Vostro figlio/a potrebbe tirarveli dietro, ma almeno all’inizio può essere un’idea. Quantomeno, per guadagnare tempo.